b) Ipotesi di intervento
Possiamo considerare due ipotesi di incremento di tracce sulla linea Voltri-Ovada-
- la prima si ispira alla situazione attuale, come risulta anche dallo scenario "a regime" relativo al progetto del Terzo Valico e dallo Studio di Valutazione Economica del Terzo Valico fatto redigere da RFI
- la seconda, che andrebbe considerata con più enfasi, è un'ipotesi di raddoppio della linea.
1) La situazione attuale
Secondo i dati relativi al 2004, forniti dal documento di Valutazione Economica di RFI viaggiano sulla linea Genova - Ovada 34 treni .
In relazione alla prestazione dei locomotori e considerando un trasporto di container su carri S15 con un peso lordo di 50 tonn si desume quanto segue:
- un loc 633 può portare = 18 carri con 54 contenitori e 450 tonn di merce al netto
- un loc 652 ne può portare 19 con 57 contenitori e 495 - 500 tonn di merce.
Lo scenario a regime del Terzo Valico prevede un passaggio sulla linea di 88 treni: ossia 54 in più, con una potenzialità di trasporto di 2.916 teu al giorno (54 x 54) e 874.000 all' anno.
Alcuni lavori di ammodernamento sono già stati fatti, altri sarebbero da fare, ma, comunque, a costi contenuti.
2) La situazione a regime in caso di raddoppio
Il raddoppio dei binari può consentire anche una serie di ammodernamenti tecnologici che ne aumenterebbe la potenzialità in misura superiore al doppio: ad esempio l' utilizzo delle marce parallele, una riduzione delle distanze di blocco, (la linea è già stata adeguata al passaggio degli hight-cube con un finanziamento della UE) ecc.ecc. Limitiamoci però a considerare una potenzialità doppia rispetto al singolo binario, avremo un numero di tracce pari a 176 treni, ossia una potenzialità residua rispetto ai 34 di oggi, di 142 treni.
Secondo i dati già visti rispetto alle prestazioni dei locomotori, 142 treni in più equivalgono a 7.668 teu al giorno, pari a 2.300.000 teu all' anno.
c) I vantaggi di un tale intervento infrastrutturale
I vantaggi sono facilmente quantificabili: 7.668 teu al giorno equivalgono a 7.668 tir da 9 metri sottratti all'autostrada. Non posso quantificarli in termini di inquinamento, ma sarebbe semplice, basta disporre dei dati forniti dal libro Verde della UE sull'internalizzazi
Inoltre la Voltri-Ovada svolge durante le ore diurne un intenso traffico passeggeri per la Divisione Trenitalia Trasporto Regionale sul bacino di utenza di Ovada, Acqui Terme, Genova.
d) L' intervento: criticità e soluzioni
Sulla tratta FS Voltri-Ovada c'è già il rilevato per poggiare il secondo binario ed esistono già le gallerie fatte a norma per il passaggio dei containers a grande sagoma. Alcuni tratti della linea (Mele-Campoligure, ad esempio) sono già a doppio binario inclusa la galleria di valico.
La linea, infatti, oggi è a binario unico perchè i tedeschi nella seconda Guerra mondiale avevano tolto le rotaie per ricavarne del ferro.
Al suo servizio esiste già dal 2003 una bretella ferroviaria Voltri Mare-Ge Borzoli utilizzata per il servizio passeggeri unicamente di giorno, dove ultimamente erano previsti d'orario, oltre ai treni Regionali, soltanto 5 treni merci in salita e 3 in discesa, i quali venivano quasi sistematicamente disdetti da Trenitalia Cargo per mancanza di materiale da inviare. La bretella ferroviaria Voltri Mare -Ge Borzoli -Ovada dovrebbe servire, per particolarità costruttive ed esigenze di movimentazione, la direttrice Genova -Nord Europa via Domodossola-
La Voltri-Ovada-
e) Prima di considerare la posa del secondo binario, vediamo i limiti della linea e le soluzioni.
- Le pendenze in alcuni tratti, purtroppo, non sono modificabili; tuttavia il 16 per mille (che non è poi così eccessivo perchè il Terzo Valico avrebbe dei tratti al 12 per mille) è un problema relativo in quanto il nodo di Genova non è in grado di fornire treni più lunghi e pesanti di quelli sopportati da tale pendenza, e questo sicuramente per molti e molti anni ancora (vedi relazione allegata allo studio preliminare del Terzo Valico (almeno fino a ben oltre il 2020).
- è una linea ripida e tortuosa; la presenza di curve e controcurve, con minimo raggio di curvatura, ha un effetto frenante considerevole (dispersione della forza vettoriale trainante); ciò rende impraticabile questa linea sia per i treni di grande massa sia per quelli di container vuoti che, per economie di scala, devono per forza essere di considerevole lunghezza; qualsiasi rallentamento (incrocio con altro treno, lavori in corso) che faccia ulteriormente perdere la spinta, determina l'arresto in linea del treno: il raddoppio dei binari attenuerebbe notevolmente questo problema;
- sempre in riferimento a quanto sopra e date le caratteristiche appenniniche della linee (con maggiore piovosità e tratti in trincea e quindi più umidi) è soggetta a episodi di slittamento dei locomotori con l'impossibilità a proseguire senza un intervento di un locomotore aggiuntivo;
- è una linea prevalentemente a semplice binario con stazioni poco idonee a ricevere e/o incrociare treni merci data la scarsa lunghezza dei binari; ciò costringe a fermare i treni Regionali, più corti e quindi ricoverabili, per incrociare i treni-merci in transito, con grave danno alla regolare circolazione dei Treni Regionali: a questo si può rimediare facilmente con interventi mirati e raddoppiando i binari;
- a differenza della linea dei Giovi che ha l'alternativa della via Busalla e 4 binari di corsa, questa linea non ha alternative in caso di perturbazione della circolazione, pertanto anche RFI non vi incoraggia l'instradamento dei treni-merci a causa della generale alta percentuale di guasti al materiale motore: a questo si rimedia dedicandovi locomotori più nuovi e, comunque, raddoppiando i binari;
- orograficamente è una linea difficile, costituita da gallerie, alti viadotti ancora in mattoni e tratti in trincea; è soggetta a frane e smottamenti, con conseguenti lunghi periodi di chiusura per manutenzione; vi sono quattro viadotti critici: quello di San Carlo di Cese molto alto, quello dell'Acquasanta assolutamente da rifare, quello di Fabbriche e un altro sopra il torrente di Voltri: almeno due sono da rifare;
- per le frane e smottamenti, basta provvedere con opere di contenimento nei tratti a rischio;
- oggi è previsto un rallentamento per problemi di stabilità del ponte dell'Acquasanta: essendo in salita e in curva questo determina spesso l'impossibilità a proseguire per i treni trazionati da locomotori sprovvisti di dispositivi elettronici del controllo di velocità (questo tipo di locomotore costituiva di fatto la totalità dei locomotori assegnati al Deposito Cargo di Genova Rivarolo: questo è risolvibile, rifacendo il viadotto e/o comprando locomotori più adatti.
f) Cosa è già stato fatto
- Le gallerie sono state già adattate alla "sagoma cinematica internazionale" e consentono il passaggio dei container "high-cube";
- la linea è già da anni totalmente automatizzata e controllabile da un unico punto, a Ovada;
- con ulteriori lavori di allaccio, si potrebbe collegare alla Succursale dei Giovi per instradare i treni anche da/verso Arquata;
- circa i binari, il tratto di valico è già a doppio binario attivo (tratta di Mele-Campoligure, 7 km nella galleria del Turchino).
Qualora venisse realizzato il raddoppio, la potenzialità residua di 2.300.000 teu/anno potrebbe crescere ulteriormente se il passaggio dei treni fosse "cadenzato" (come in Svizzera), con treni che viaggiano alla stessa velocità facendo le stesse fermate; anche con il rispetto delle attuali distanze di blocco tra un treno e l'altro (1.800 metri) potremmo ottenere un ulteriore 20/25% in più di potenzialità rispetto alle nostre stime.
Novi Ligure, 27 gennaio 2008
Renato Milano

Coordinamento Genovese contro l'Alta Velocità - Terzo Valico